Dieci punti per puntare in alto |
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| Scritto da maurizio orlacchio | |||||||||||||||||||||||||||||||
| Martedì 07 Aprile 2009 17:05 | |||||||||||||||||||||||||||||||
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Ora, sulla base della nostra pressoché totale vocazione turistica, è imprescindibile la considerazione di dover rendere le attività che ruotano intorno al turismo - quindi tutte - un tutt'uno e sviluppare quello che sentiamo spesso annunciare come la panacea di ogni malessere: il saper fare sistema. Sento spesso dire che questa generazione (la mia ) ha trovato tutto già fatto il che è vero ma è altresi' vero che non è affatto un bene. Quando il mercato è saturo si deve avere il coraggio di investire, sviluppare nuove idee ma se non abbiamo la capacità di vedere oltre il nostro naso allora si fa dura, ma ancora più dura se non abbiamo chi ce le dovrebbe far vedere e si trincera dietro uno slogan tratto dal"gattopardo" di Luchino Visconti: "Certo che vogliamo il cambiamento, ma a patto che tutto resti cosi com'è......". La capacità di chi vende un prodotto sta nel capire se quello che offre combacia con quello che il possibile acquirente chiede. Siamo convinti che quello che offriamo abbia ancora un suo appeal? Questi ultimi anni sono stati condizionati da un evoluzione del consumatore / turista guidato da un processo che il tempo dirà quanto e se abbia portato benefici che va sotto il nome di globalizzazione. Penso al termalismo che da noi è indirizzato ancora e solo verso il target "curativo" quando invece andrebbe svecchiato perché le statistiche ci dicono che sempre più persone hanno a cuore il "loro stare bene" a prescindere se gli è stato prescritto dal medico. Questo è solo un esempio ma ho paura che da noi questa globalizzazione la si vede solo nello status sociale che "impone" solo ad avere di più, come averlo non importa. Ognuno è libero di avere due macchine tre telefonini ma se si fa finta di nulla senza guardare obiettivamente a quello che non va il tutto non durerà in eterno. E per fare ciò bisogna pensare in modo collettivo. È un processo lungo perché nel nostro Dna di "isolani-isolati" il consociativismo è accettato solo se vi è un ritorno personale. "E' più difficile costruire piccole opere che pensare ai grandi progetti, cosi come ogni grande progetto o trasformazione parte da una piccola opera" (L.Einaudi). Dopo questa introduzione, elenco questi punti / idee che ho sviluppato durante i miei anni all'estero guardando la mia terra con l'occhio critico ma benevolo senza appoggiare ne criticare ufficialmente nessun colore o bandiera politica. Nel fare ciò ho maturato una mia personale idea e spero che sempre più ragazzi lascino l'isola, (per un breve o lungo periodo di esperienze professionali) per vedere e capire che c'è un mondo fuori che va a mille, per confrontarsi e maturare. Il seguente non è un manifesto ne un messaggio politico, è solo un contributo che vorrei mantenesse l'anonimato per ovvie ragioni, non cerco nessun tipo di pubblicità o titoloni sui giornali: preferirei che se ne discutesse, che si desse il la ad un modo nuovo di affrontare la realtà quotidiana troppo apatica e quasi scontata. Il fine non è quello di godere del piacere effimero di ricevere un complimento in piazza e penso che tutti possano attivarsi per far si che alcune di queste idee arrivino ai canali giusti e messe in pratica o almeno analizzate. 1) Manutenzione aiuoleCon l'arrivo della primavera la prima cosa che noi tutti notiamo è questa esplosione di colori che la natura ci regala. Il territorio del comune di Forio essendo quello più esposto al sole gode di una particolarità invidiataci da tutti gli altri comuni: fiori, piante , vitigni, trovano nel nostro comune il miglior habitat. Quello che proporrei sarebbe una collaborazione tra comune / privato proponendo ai commercianti, albergatori di prendere in "consegna" un'aiuola del comune e occuparsi della propria manutenzione. Il comune avrebbe delle aiuole sempre curate, il commerciante / albergatore avrebbe un piacevole ritorno di immagine. Al centro di ogni aiuola una mattonella in ceramica con la dicitura: QUEST'AIUOLA E' SOTTO LA MANUTENZIONE DEL BAR "LA LUCCIOLA" PER UNA FORIO SEMPRE IN FIORE...... 2) Insegne luminoseVenendo da Ischia chi si dirige verso Forio trova sulla strada una bruttura degna di Las Vegas! Insegne luminose con fastidiosissime luci al neon. Basterebbe una regolamentazione dove l'ente proposto indichi grandezze standard con l'eliminazione dei mega cartelloni che possono star bene sui grandi palazzi in città. Nel centro storico (Forio si può fregiare di avere un centro storico degno di questo nome, come sia mantenuto è un'altra storia....) perché non avere delle insegne in ferro (con piccole luci soffuse) battuto riscoprendo uno dei vecchi mestieri che la famosa globalizzazione ha ormai cancellato: il fabbro. 3) Servizio taxiNella psicologia del turista il momento più importante della sua vacanza è denominato "the moment of truth" e consiste nell'arrivo in albergo e che percezione ha in quel preciso momento. Ecco il tassista è la prima percezione del turista ed andrebbe rivalutata. Il massimo sarebbe quella di avere il famoso tariffario fisso che se sviluppato per bene verrebbe usato anche dai cittadini, non penso sia impossibile fornire i tassisti ( basterebbe un contributo di 2.00 Euro per esercizio) di una semplice t-shirt con un loro logo e dotare ogni mezzo di un "info book" tascabile sviluppato in sinergia tra: assesorato al turismo, Ascom e dagli albergatori. 4)Non fondazioni... ma solide fondamenta!!!Altro vocabolo spesso usato è "facciamo una fondazione" Ormai nessuno si interessa più di quale fondazione, cosa faccia, quale sia il suo direttivo, il presidente onorario perché è il solito mezzo per accedere a finanziamenti!!! Si sente sempre parlare di fare "sistema", per me sistema non è altro che collaborazione mettendo da parte stupidi egoismi figli di una visione anacronistica della realtà. Ogni qualvolta ho sentito questa frase (il fare sistema) poi i "sistemisti" appartenevano ad una piccola cerchia con interessi nello stesso campo. Sai dove ho capito quanto è importante fare sistema? Una volta a settimana con un gruppo di amici ci si ritrova per una salutare partita di calcetto seguita da un ancora più salutare tavolata ed è li che si fa sistema alla presenza di amici con diverse connotazioni: dipendendenti - albergatori - ristoratori - proprietari di bar - taxisti - commercianti quello per me è sistema dove ognuno dice la sua ci si manda a quel paese ma almeno si discute. Riprendo una battuta di Franco Garbaccio (è stato consulente del Comitato Economico e Sociale della CEE, del Parlamento Europeo, del Ministro del Turismo, del FORMEZ, di governi stranieri, di varie Regioni. Dal 1978 al 1995 ha diretto l'Area Turismo dello IASM e dell'IPI. Dal 1995 è professore a contratto dell'Istituto Universitario Navale; è Segretario Generale di COMEN - Conferenza Mediterranea e vice - presidente dell'Istituto Italiano Qualità del Vivere)., che spiega in poche e poverissime parole quello che siamo: IL TURISMO SIAMO TUTTI!!! (slogan usato spesso dal caro direttore Domenico Di Meglio). Dall'albergatore, al cameriere, al funzionario pubblico, passando per il professionista. Il mio sogno/idea è quello di una struttura veramente aperta a tutti con un "board" che abbia rappresentanti per ogni ramo,Commercianti - Imprenditori - Camerieri - Cuochi - Barman - ............! Un grande pensatoio senza distinzione di reddito ma con un unico obiettivo: migliorare la propria qualità della vita perché solo se il residente sta bene il turista starà benone. Se diamo per scontato che le strade devono rimanere con le buche 5 mesi su dodici, se abituiamo l'occhio ai murales selvaggi, se quando piove sembra di essere in un villaggio del Bangladesh (popolo di grande dignità...) allora abbiamo perso in partenza e nessuno deve lamentarsi. Forio è il comune con la più alta ricettività, il bacino termale di Citara ci è invidiato in Italia eppure non si riesce ha mettere insieme questo movimento economico. Purtroppo nel nostro Dna vi è un male endemico che frena ogni iniziativa: chiunque prende un posto di responsabilità è inviso alla gente perché potere è uguale interesse personale. Bisogna ripartire da solide fondamenta lasciando da parte queste lobby inutili che vanno sotto il nome di Fondazioni dove è più importante il nodo della cravatta da presentare ai tanto decantati consigli d'amministrazione. Se dico Colombaia qualcuno può dirmi che mi sbaglio? 5) La scuolaE le fondamenta partono dalla scuola!!! È da li che deve partire il "senso civico turistico". Dobbiamo abituare i nostri ragazzi ad avere un idea "positiva" di tutto quello che il turismo porta e comporta. Penso ad un paio di ore settimanali da ricavare in questo meandro di materie dove si insegnino le regole base dell'"hospitality"(da non confondere con ospitalità). Oggi giorno lavorare nell'indotto turistico è visto come una sconfitta, ma soprattutto per i genitori che vorrebbero i loro figli notai, avvocati o dottori. Non si tratta di imporre un "modus vivendi" futuro, ma offrire un occasione in più quando si dovrà scegliere quale percorso intraprendere nell'età della fanciullezza. Ho avuto la fortuna grazie alla mia famiglia di frequentare una scuola alberghiera in Svizzera ed ho sempre sperato che come me tanti altri ragazzi seguissero quest'esempio: niente! Quando ero in fibrillazione perché un albergatore era deciso di far fare la stessa esperienza al figlio ( e forse ce ne sarebbe stato un altro e poi un altro....) mi chiama dicendomi, "La mamma dice che è troppo lontano"! A tal proposito allego una parte del libro di Franco Garbaccio dal titolo "Il turismo siamo tutti" che sintetizza il mio pensiero e si confà perfettamente alla nostra Forio. (tratto da Il Turismo siamo tutti) "Il progetto "I bambini raccontano Bologna - turismosiamotutti", ideato, progettato e realizzato a Bologna, da Marica Triola e dall'VIII Circolo Didattito diretto da Daniela Turci, è il primo esperimento europeo di valorizzazione a fini didattici delle risorse endogene attraverso il recupero delle radici storiche e sociali, delle risorse: artistiche, culturali, tradizionali e produttive, in grado di promuovere le attività turistiche in misura sostenibile e duratura, nel rispetto delle popolazioni locali e nell'interesse delle nuove generazioni: in una Europa con sempre meno fabbriche, il territorio è la nostra principale e insostituibile risorsa. Turismo siamo tutti intende far prendere coscienza che il turismo, come dice la Commissione Europea "è un elemento determinante della vita di tutti gli europei, una conquista sociale irreversibile, prima ancora di essere un ramo dell'economia, un fenomeno di costume, un insieme eterogeneo di attività". E in questo quadro, la capacità di accoglienza della popolazione e una elevata qualità del vivere offerta dal territorio sono la condizione per la sua crescita. Per ottenere questo risultato, si rende necessario, rispetto al passato, fatto in buona parte sulla speculazione del territorio, adottare un "abito mentale" nuovo, per ripensare l'organizzazione della vita nel territorio e il contributo che ogni cittadino deve assicurare per far tornare la città un luogo dove sia bello vivere. Dove ogni abitante si senta soddisfatto e orgoglioso della sua terra. La visione europea dei problemi ha reso evidente che soltanto cominciando dai giovani studenti si possono raggiungere risultati soddisfacenti. Da queste riflessioni prende corpo il progetto, che si propone di contribuire a innescare processi di diffusione dell'educazione civica, alla cittadinanza unitaria e plurale, di riscoperta o scoperta delle tradizioni e delle memorie, attraverso i segni lasciati dalle passate generazioni, dai patrimoni culturali, popolari, dal recupero delle memorie delle persone, dei racconti degli anziani, delle vicende storiche di coloro che hanno, generazione dopo generazione fatto di Bologna la grande città di respiro europeo di cui tutti i giovani devono sentirsi orgogliosi. Il Progetto, si colloca nel quadro e nella logica di una iniziativa, "TUrismosiamotutti" che ha respiro, dimensione e diffusione europea; con queste coordinate è stato però espressamente pensato e programmato in modo da essere modulabile riprodotto in realtà paragonabili alla città e al contesto Bolognese e in tutte le scuole. La sua progettazione esecutiva e la sua sperimentazione pratica sono state invece calibrate sulle caratteristiche particolari di Bologna. Anche in queste fasi, molto utili per l'insegnante sono stati i commenti dei bambini. In questo modo, rendendo tutti in qualche misura protagonisti, il lavoro si è rivelato divertente, coinvolgente, stimolante e inno. 6) La carta dei serviziSemplicissime cose Quali servizi eroga il comune? Dove e quando è possibile accedervi? Con quali modalità? Sono alcune delle domande cui la Carta dei Servizi risponde accompagnando il cittadino attraverso tutti i settori della complessa macchina comunale. E' un segno di emancipazione che un comune con un alta ricettività come il nostro ha bisogno. Chiarezza per chi vorrà richiedere un semplice certificato, l'utilizzo degli impianti sportivi, l'accesso agli asili nido, il pagamento dell'ICI: una vera e propria bussola. Siamo sempre visti come il comune anarchico dell'isola, proponiamo ai nostri amministratori di dare un idea evoluta. Il comune di Casamicciola fece una proposta tempo fa e non so se qualche comune l'abbia già implementata. 7)Bollino qualitàRitornando al "fare sistema" perché non lanciare l'idea di identificare ogni attività aperta al pubblico con un semplice bollino che certifichi che "questa o quella azienda" adotta un sistema qualitativo che non abbia nulla a che vedere con le solite Iso ma sia frutto di una collaborazione fattiva tra operatori locali che fanno della qualità dei loro servizi la "mission". Psicologicamente anche il dipendente avrà una percezione diversa perché se sa che lavora per una struttura che vuole esporre tale marchio avrà interesse a mantenere un atteggiamento ancora più professionale, ed il cliente avrà maggiore fiducia. Dai taxi ai bar, alberghi, ristoranti, edicole, fruttivendolo, negozi tutti insieme ognuno con le proprie idee ma un unico obiettivo: IL TURISMO SIAMO TUTTI! 8)Gli alberghiSu questo punto potrei essere imparziale ma che se ne voglia o meno da sempre questa categoria fa da traino alla nostra economia. Ho incominciato nella mia azienda di famiglia per poi "passare" dall'altre parte e lavorare come dipendente e devo ammettere che la percezione che si ha non è sempre positiva. Bisogna fare di più! Quando questo ciclo economico precario passerà, quando questa congiuntura internazionale sarà alle spalle bisogna essere pronti con un piano di rilancio in immagine, offerta, servizi. La stagione deve ritornare agli 8/9 mesi di qualche anno fa bisogna dare garanzie ai lavoratori che non possono stare in una situazione eterna di precariato aspettando l'assegno INPS che nel migliore dei casi arriva dopo due mesi. Ed anche se la struttura chiude offrire al dipendente la possibilità di fare un esperienza di lavoro all'estero. Insieme assessorato al turismo ed albergatori dovrebbero promuovere una collaborazione con qualche località di montagna, catene alberghiere ed offrire a chi ne abbia voglia di svernare per tre quattro mesi in un'altra struttura. Il buon albergo non è quello che porta un utile a fine anno dopo aver "spremuto" i dipendenti ma è quello dove il dipendente sposa la causa del suo datore di lavoro e questo succede quando l'albergatore lo tuteli: se insieme stanno bene perché ai diritti dell'uno sono corrisposti i doveri dell'altro il servizio offerto sarà eccellente e l'utile sarà il risultato. Altresi' vi è bisogno che le idee debbano partire da chi è al contatto con i clienti tutti i giorni. Ma cosa ne sanno sul comune di quello che dicono i clienti? Ci vorrebbe un portavoce degli albergatori che porti all'attenzione degli amministratori quello che pensano i clienti del nostro comune. In ogni albergo al check out si chiede al cliente un giudizio sulla permanenza in albergo e da questi commenti il Direttore si fa un idea sulle cose che vanno o meno prendendo le dovute precauzioni. Aggiungiamo una dicitura " Cosa ne pensa dei servizi del nostro comune: trasporti - spiagge - sicurezza - pulizia - mare - traffico - infrastrutture". Cosi come se ogni commerciante ascolta dai turisti quasi sempre la stessa lamentela / le allora sarà il portavoce / rappresentante dei commercianti ha portare all'attenzione dell'amministratore preposto la lamentela chiedendo una scadenza per risolverlo. Si avrebbe un database di commenti su cui lavorare e migliorare anno dopo anno, avere una lamentela non è una vergogna ma è semplicemente umano e solo se la lamentela viene denunciata ci si può adoperare per risolverla senza nascondersi dietro un sibillino "Ah non ne ero al corrente". L'assessorato che reputo più importante è quello del turismo. Il sogno sarebbe quello di avere un professionista del settore che lavori solo ed unicamente per il miglioramento di tutto quello che è turismo: indotto-infrastrutture-visibilità -offerta. La mia non vuol essere la solita critica all'assessore di turno (verso l'attuale assessore nutro rispetto umano ma è vittima anche lui del sistema bassoliniano che vige a Forio). Il compromesso e che gli albergatori, i commercianti, i ristoratori eleggano un loro rappresentante, di gran profilo ed insieme si porti all'attenzione dell'assessore le linee guida (che un burocrate non riesce a percepire) seguendo gli sviluppi interessandosi in tempo senza aspettare che la primavera faccia capolino. La voce di centinaia di operatori dovrà arrivare all'orecchio di chi ci governa senza far valere nessuno spirito di "colore o appartenenza politica" ma bensi' quello che qualsiasi stato di diritto ci deve garantire. Consigli, idee sono sempre benvolute se fanno bene a tutti quindi perché non aprire un tavolo di concertazione a prescindere dal colore politico con uno schema nuovo, snello che non sia figlio di visioni anacronistiche che hanno fatto il loro tempo.
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